24 Maggio 2012
Comunicare, che difficoltà
Io e il dac abbiamo a cuore questo tema sul comunicare. Perché è davvero un sistema folle e con mille contraddizioni interne. Faccio il giornalista sportivo e conosco benissimo il meccanismo per cui bisogna cavalcare la notizia più importante (?) del momento e chiedere all’eroe di turno “cosa ha provato nel segnare un gol o vivere quella vittoria”.
La cosa scioccante sono le banalità che escono dalla bocca di questi soggetti. Frasi standard, stereotipate, misurate, senza mai uscire da certi confini per non ferire quello o quell’altro o per pararsi il sedere in più ambienti. Siamo stufi di sentire i soliti ritornelli, dallo sport alla politica, salotti uniti da quei vuoti e inutili talk-show.
Non si ha il coraggio delle proprie idee, di essere originali, di dire cosa non va in questo mondo. E spesso, duole dirlo, questi messaggi triti e ritriti li sentiamo anche nelle prediche dei nostri parroci. Che invece dovrebbero lanciare ai fedeli pochi e semplici messaggi, concreti e legati anche alla nostra vita quotidiana e sociale.
E, permettetemi, qui il nostro caro dac è avanti vent’anni rispetto a tutti (beati noi). Insomma, comunicare è all’apparenza la cosa più facile di tutti, ma nel concreto la più complessa. Sta a noi renderla stimolante, vera, non ingessata in binari ripetitivi e in grado di lanciare quei messaggi capaci di cambiare il nostro mondo e, soprattutto, la nostra prospettiva. (luca)




