Non è un tempo di facili sorrisi il nostro. Piuttosto un momento di diffusa sofferenza. L’elenco è anche troppo lungo. Non c’è bisogno di ripeterlo e neanche di fare una graduatoria di gravità ed importanza.
Colpisce molto il fine vita suicidario di persone sprofondate nei debiti e senza più la motivazione per combattere. Mi stupisce molto però di non aver sentito in proposito commenti che mettano in discussione il metodo e gli obiettivi che stanno sullo sfondo di fatti simili.
Tante imprudenze nell’indebitamento, a volte sfrontatezze, sono dettate da un progetto di arricchimento ampio e veloce per il raggiungimento di una situazione di potere e di esibizione di benessere.
Chi invece è sempre stato abituato a vivere in condizione di quasi indigenza ed ha soltanto cercato semplicemente il necessario, non è tentato di farla finita; al massimo impreca, si lamenta o inveisce contro i potenti ladri.