Festa
Un modo per definire le giornate del Papa a Milano. In questa settimana i commenti si sono susseguiti incessantemente fra interviste ufficiali e semplici incontri individuali. Sento l’esigenza di tornarvi per fissare immagini e parole. Molto probabile l’immersione nelle cose di ogni giorno col rischio di una troppo affrettata archiviazione. Si corre il pericolo di tirar fuori un giorno delle foto e dire a figli e nipoti “io c’ero”.
Ci scrive una parrocchiana:
“L’evento è stato unico e straordinario e tutti l’hanno potuto seguire, chi di persona e chi a casa. Ascoltare un’omelia del Papa non è una cosa di tutti i giorni: parole edificanti, parole di verità e di vita che solo lui sa dire. Vi è sempre qualcuno che avanza critiche e contesta parole e scelte.
Io penso sia stato un momento eccezionale per la storia di questa città! Quella folla all’alba al campo volo di Bresso ha richiamato alla mente pagine del vangelo: gente che rincorre Gesù e lo pressa da vicino, quello che sale sul sicomoro per vederlo, la donna che cerca il lembo del mantello, e così via.”
Certo il Papa non è il Messia, ma è quanto meno la guida spirituale di tutta la cattolicità. Mi auguro che i ragazzi che hanno riempito S. Siro portino in cuore l’invito del Papa a chiedersi: “Che cosa vuole Gesù da me” ed anche l’esortazione “Cercate la santità!”.
Spero che il mondo adulto abbia colto il pressante e urgente appello alla responsabilità. Anche l’accenno alle tante sofferenze nelle famiglie che hanno vissuto la separazione, merita riflessione; chi vive queste situazioni ha la sensazione di essere un escluso nella Chiesa e si fa molti problemi ad aprire questo cuore “ferito” davanti al Signore ed anche ai fratelli.
Splendida e da studiare nelle applicazioni l’idea dei gemellaggi anticrisi (Card. Scola sta riprendendo in questi giorni l’idea del Papa).
Per chiudere: un’altra parrocchiana scrive: "Si potrà un giorno parlare dei single?”.
Bisogna!
[Dac]




