La Cappella di Sant'Aquilino
La cappella di Sant’Aquilino è la parte del complesso monumentale di San Lorenzo che ha conservato per intero la struttura originale.
Attraverso un atrio a forcipe (una sala quadrata con due pareti absidate) si entra nell’edificio ottagonale all’esterno e articolato all’interno da nicchie semicircolari e rettangolari.
La cupola originale, che ha circa 1600 anni, è perfettamente emisferica e ha forma ad ombrello: le nervature sono costituite da tubi fittili, cioè di terracotta, che si inseriscono uno dentro l’altro. Tale tecnica costruttiva, usata a partire dal II secolo, permetteva strutture sempre più leggere e raggiunse il suo apice a Ravenna nel VI secolo.
Datazione
Le recenti indagini propongono di datare la cappella fra il 390 e il 430 in un momento di poco successivo rispetto al complesso centrale.
L’esame della piattaforma (si può visitare: ingresso dietro l’altare) venuta alla luce durante la campagna di scavi del 1911, ha evidenziato che:
è formata da materiale di reimpiego, proveniente in parte dalla demolizione del vicino anfiteatro.
il progetto originale prevedeva l’edificio aderente al corpo centrale ma, in corso d’opera, venne modificato e fu inserito l’atrio.
Gli anni della costruzione, 390-430, fissati dagli studi archeometrici del 2000, corrispondono all’epoca di Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio e madre di Valentiniano III.
Viene rivalutata la tradizione di un sua committenza (Capella Reginae), riportata dalle antiche fonti medioevali milanesi.
Mausoleo o Battistero?
La pianta ottagonale (l’8 simbolo della resurrezione di Cristo) e l’iconografia (l’acqua simbolo della morte terrena e della rinascita in spirito) divennero tipici dei battisteri per volontà di Sant’Ambrogio che, come San Paolo, afferma il battesimo essere sia morte che resurrezione a immagine di Cristo.
Ma il tema della morte terrena e della vita soprannaturale era svolto anche nella decorazione dei mausolei, e la sacralità del numero 8, sia pure con le spiegazioni più varie, già conosciuta dall’antichità classica.
La stretta somiglianza poi con il mausoleo di Valentiniano II (che si trovava dove è oggi la chiesa di San Vittore al Corpo e noto da un disegno del 1570) rende più credibile l’ipotesi di un mausoleo imperiale.
L'orientamento del sole
Come nel mausoleo romano di Tor de Schiavi (inizio IV sec.), nel costruire Sant’Aquilino fu studiato il percorso del sole in modo tale che, il giorno di Natale, i raggi entrino dalla finestra di Sud-Est, in corrispondenza del mosaico con il carro del Cristo-Sole, e poi scendano verso il pavimento, indicando forse la posizione del sarcofago imperiale.
A partire dal IV secolo, il culto del Sole, Sol Invictus, divino compagno ispiratore dell’Imperatore, che tutto pervade e a tutto da luce, si era fuso con il culto del nuovo Sole dispensatore di vita, Gesù.
E’ allora che il natale del Sole, solstizio d’inverno, ed il natale di Gesù cominciarono a coincidere.









