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Ci è ormai nota questa prescrizione della fede islamica che impone il digiuno dall’alba al tramonto nel mese di Ramadan. Conosciamo anche il fatto che il mese è mobile nel corso dell’anno e che quindi vi sono digiuni più difficili, d’estate, e un po’ meno, nella stagione invernale.
Il significato è l’ubbidienza a Dio, l’apprendimento del dominio di sè e la solidarietà verso i poveri.
Niente di più lodevole! Ogni anno, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso fa pervenire a coloro che chiama “Cari amici musulmani” il messaggio augurale per la conclusione festosa del mese del digiuno.
Il titolo del messaggio è di estrema attualità: “insieme per vincere la violenza fra fedeli di diverse religioni”; in tante parti del pianeta si uccide, si perseguita o si condanna a causa della fede religiosa.
Sono gli stessi fedeli, spinti dalla propaganda del più inaccettabile fanatismo, che si rendono responsabili di azioni lontanissime dalla vera coerenza di fede. I governi di quei paesi che fanno? Bisogna dirlo: sono conniventi!
Gheddafi vede un’Europa musulmana; è un profeta? In realtà si fa presto a fare i conti.
L’Europa è ormai per due terzi agnostica, anche in coloro che dicono di avere radici cristiane ma che si comportano da non credenti; il resto è cristiano e in buona misura già musulmano.
Non diamo la colpa alla sterilità scelta dalle coppie cosiddette cristiane, ma piuttosto all’abbraccio mortale della cultura materialista ed essenzialmente atea. [dac]
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