Progetto Pastorale Area Torino-Ticinese Milano

Premessa

Il “progetto pastorale” ha lo scopo di indirizzare la vita delle nostre comunità ad un “processo” di evangelizzazione.
Lo facciamo perché amiamo i nostri compagni di viaggio come fratelli e ci sentiamo l’un l’altro responsabili della formazione ad una vita buona. È un progetto segnato dal nostro sentirci “insieme” perché siamo consapevoli che l’evangelizzazione non è un impegno del singolo ma di una comunità guidata dal Vescovo e perché avvertiamo il bisogno di essere solidali nella fede.

Il cuore del processo di evangelizzazione è quello di alimentare di speranza cristiana la vita quotidiana delle persone, facendo incontrare e conoscere Cristo Gesù, pienezza dell’umano.

Principi ispiratori del “progetto pastorale” sono:

  • Gli insegnamenti e le esortazioni di Papa Francesco che invitano ad una “Chiesa in uscita”; a fare proprio il linguaggio e lo stile di misericordia di Gesù; a nutrire una spiritualità forte della “gioia del Vangelo”.
  • Gli indirizzi pastorali del nostro Arcivescovo che chiedono di “educarsi al pensiero di Cristo”; esortano a crescere come “comunità educante”; promuovono la famiglia come “soggetto di evangelizzazione”.

Sentiamo importante assumere i “quattro principi relazionati a tensioni bipolari proprie di ogni realtà sociale” che Papa Francesco ci ha indicato nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium (n. 222-237):

  1. “Il tempo è superiore allo spazio” (n. 222-225). Questo principio evidenzia che “dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che possedere spazi” (n. 223). Nello specifico delle nostre Parrocchie si traduce nello stile di offrire delle proposte e nella consapevolezza che gli spazi non vanno semplicemente occupati bensì “abitati”.
  2. “L’unità prevale sul conflitto” (n. 226-230). Che in una comunità ci siano diversi pensieri e differenti sensibilità è sintomo della sua vivacità. Ma c’è una unità nello Spirito che va riconosciuta e tenuta sempre in primo piano: siamo un’unica Chiesa e viviamo un’unica Eucaristia. Quando emergono le differenze, non si tratta mai di “negoziare” ma di essere convinti che “l’unità dello Spirito armonizza tutte le diversità”.
  3. “La realtà è più importante dell’idea” (n. 231-233). Secondo questo principio, ci sentiamo impegnati a conoscere e stare nella realtà, evitando idealismi e massimalismi e a riconoscere che è nella realtà quotidiana che si compie la missione evangelizzatrice. Pertanto siamo chiamati ad avviare percorsi per formare cristiani “affidabili”, capaci di operare il bene nella quotidianità, con occhi aperti sulla realtà, in grado di riconoscere sempre il bene e di evidenziarlo.
  4. “Il tutto è superiore alla parte” (n. 234-237). È un tutto che è di più della semplice somma delle singole parti. Ciò comporta che in ogni singola parte bisogna ci sia la consapevolezza del “tutto” e che nulla deve essere fatto “in parallelo”. Il “tutto” di cui si parla è anzitutto il Vangelo come buona notizia che crea la gioia interiore di sentirsi amati da Dio Padre, sempre misericordioso.

Capitoli:
Il nostro quartiere nella città | Con chi siamo? | Annunciare il Vangelo qui, oggi | Riconoscere la ricchezza dello Spirito | Le scelte di un percorso | Conclusione
  

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